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Spedizione gratuita o a pagamento? I 3 fattori da tenere in considerazione

Spedizione gratuita o a pagamento

Spedizione gratuita, si o no?

Una delle questioni più dibattute inerenti alle spedizioni riguarda senza dubbio il costo: spedizione gratuita oppure no?

Se da un lato attori come Amazon hanno incentrato il loro modello di business sulla consegna gratuita, questa non sempre risulta essere la soluzione più conveniente per promuovere al meglio i propri prodotti ed incentivarne la vendita.

Nella realtà operativa, i fattori da tenere in considerazione sono 3 per ottenere il massimo della visibilità e per convertire in vendite le visualizzazioni dei potenziali clienti.

  1. Spedizione gratuita: cosa fanno i tuoi competitors?
  2. Analizza il valore dei prodotti che proponi
  3. Valuta il comportamento di acquisto dei clienti

1. Spedizione gratuita: cosa fanno i tuoi competitors?

Il punto di partenza può essere rappresentato da un analisi empirica di cosa stanno facendo i tuoi competitors e chi sta proponendo in vendita prodotti simili al tuo: in questa fase preliminare si può effettuare una ricerca on-line per verificare quanti stanno proponendo la spedizione gratuita e quanti invece espongono un prezzo di spedizione ed a quale valore si attesta.

Questa analisi è fondamentale soprattutto se alla fine si sceglie di esporre separatamente il valore della spedizione: un costo di spedizione sopra la media del mercato infatti scoraggerebbe i potenziali clienti all’ acquisto.

Non è invece utile alla scelta in se: infatti tutti i competitors potrebbero optare per la spedizione gratuita ma non è cosi scontato che stiano effettivamente facendo la scelta migliore.

2. Analizza il valore dei prodotti che proponi

Per quanto riguarda il valore dei prodotti, per tutti i beni di valore medio/altro è consigliata la spedizione gratuita. Pensiamo ad esempio ad un televisore: in questo caso sicuramente non ha senso esporre separatamente il costo di trasporto dato che tale valore può essere ricompreso nei costi di gestione del prodotto stesso.

Per prodotti dal valore inferiore in ragionamento diventa invece più complesso. Pensiamo ad una cartoleria che vuole proporre una penna al prezzo di vendita di 1 €: in questo caso inserire il costo di trasporto all’ interno dei costi di gestione farebbe lievitare il prezzo a 3-5 € al pezzo (a seconda del servizio usato per la spedizione) rendendo di fatto il prodotto poco appetibile per l’acquisto. Ma se la stessa penna fosse venduta in lotti da 12 pezzi ad un prezzo con spedizione inclusa di 14/16 € ritornerebbe ad essere appetibile per i potenziali clienti a cui si rivolge l’offerta. Quindi, nel caso si voglia proporre in vendita una singola penna sicuramente bisognerà proporre la spedizione a pagamento, nel caso di vendita a lotto l’analisi va approfondita ulteriormente.

3. Valuta il comportamento di acquisto dei clienti

Arrivati a questo punto entra in gioco il comportamento del cliente nel momento in cui va ad acquistare il prodotto. Se da un lato è’ molto probabile che un cliente che acquista 12 penne possa essere invogliato dalla promessa di spedizione gratuita, dall’altro bisogna capire se lo stesso sia interessato o meno all’acquisto di altri prodotti in nostro possesso come matite, quaderni, etc.. : inserendo su tutti i prodotti il costo di spedizioni finiremmo, di fatto, per rendere l’acquisto congiunto poco conveniente.

Saranno quindi i clienti stessi a dare l’indicazione definitiva: se i clienti acquistano solo penne, avrà senso proporle in vendita con spedizione gratuita, se i clienti acquistano penne, matite e quaderni la spesa di spedizione andrà esposta separatamente. In definitiva, se il cliente-tipo acquista da noi un singolo prodotto per ordine avrà senso offrire la spedizione gratuita se, al contrario, acquista più prodotti per ordine bisognerà esporre separatamente le spese di spedizione.

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